Top 10 degli aneddoti più curiosi sui podi della Formula 1™
henry_the_podiumist_Illustrazione: Stéphane Manel. La fine della rivalità Senna/Prost. Gran Premio d’Australia 1993.
Illustrazione: Stéphane Manel. La fine della rivalità Senna/Prost. Gran Premio d’Australia 1993.

Top 10

TOP 10 aneddoti podio

Vera e propria camera di decompressione dopo la tensione della corsa, in Formula 1™ il podio è spesso teatro di scene commoventi e situazioni divertenti, ma non mancano gli scontri. Il meglio di questi momenti “altolocati” in 10 aneddoti.

Gran Premio d'Austria 2002: lo scandalo Ferrari

All’ultimo giro del Gran Premio d’Austria 2002, Rubens Barrichello, in testa al volante della sua Ferrari, inchioda a 100 metri dall’arrivo per lasciar passare il compagno di squadra Michael Schumacher. L’obiettivo della Scuderia è far guadagnare quanti più punti possibile a Schumi, in lizza per il titolo di campione del mondo dei piloti. L’obiettivo viene raggiunto, perché, alla fine della stagione, il pilota

tedesco si aggiudica il suo quinto titolo, ma la corsa lascia un retrogusto amaro. Sul podio Schumacher cede a Barrichello il cappellino del vincitore, ma la folla lo fischia. Il pilota brasiliano rivelerà qualche anno più tardi di esser stato minacciato dalla direzione: «Lascia l’acceleratore e fa’ passare Michael o sei licenziato». Rubens ha preferito tenersi il lavoro.

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Gran Premio d'Austria 2002

Gran Premio di Francia 1982: tripletta francese

È raro vedere sul podio tre piloti della stessa nazionalità. Quando un exploit del genere si verifica in casa, poi, la festa è assicurata. Nel 1982, sul circuito Paul Ricard du Castellet, vicino a Marsiglia, tre francesi conquistano il podio. Guida il terzetto il pilota Renault René Arnoux, seguito dal compagno di squadra Alain Prost. Terzo è Didier Pironi, che scomparirà poi prematuramente qualche anno dopo.

Nel gruppo di testa, ironia della sorte, c’è anche un quarto francese, che non avrà però accesso al podio. Negli anni Sessanta, all’epoca della loro dominazione, i piloti britannici erano già più volte riusciti a compiere una simile prodezza, ma dal 1982 nessuna altra nazione ha mai saputo ripeterla.

Gran Premio del Bahreïn 2013: una donna sul podio

henry_the_podiumist_Gran Premio del Bahreïn 2013: una donna sul podio – www.sutton-images.com
Gran Premio del Bahreïn 2013: una donna sul podio – www.sutton-images.com

Eccezion fatta per le grid girls e per qualche ospite d’onore, nessuna donna era mai salita su un podio di Formula 1™ fino all’aprile scorso, quando, nel giorno del Gran Premio del Bahreïn, Red Bull ha scelto Gill Jones, responsabile dell’elettronica della scuderia, per ritirare il trofeo di campione del mondo dei costruttori. Christian Horner,

direttore della squadra, ha naturalmente apprezzato questa grande première: «È stato magnifico poter inviare Gill Jones, un membro importane della nostra squadra, che ha fatto molto per noi. È stato bellissimo vederla lassù a rappresentare la squadra». Ora manca soltanto una donna pilota.

Gran Premio di Malesia 2013: la disputa Vettel/Webber

Raramente due piloti su un podio sono apparsi tanto nervosi come Webber e Vettel lo scorso aprile, dopo il Gran Premio di Sepang 2013. È con uno sguardo cupo, al limite dell’intimidazione, che il secondo classificato Max Webber, accoglie il compagno di squadra Sebastian Vettel, vincitore della corsa. Al momento dei festeggiamenti con le jéroboam G.H. MUMM, i due piloti si danno persino le spalle.

Perché? Qualche minuto prima, contrariamente agli ordini della scuderia Red Bull, Vettel ha lanciato un attacco, rischioso e riuscito, contro il suo compagno di squadra. Fuori di sé, il pilota australiano ha risposto alla decisione del collega mostrandogli il dito medio. Atmosfera da Formula 1™.

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Gran Premio di Malesia 2013

Gran Premio d'Australia 1993: fine della rivalità Senna/Prost

henry_the_podiumist_Illustrazione: Stéphane Manel. La fine della rivalità Senna/Prost. Gran Premio d’Australia 1993.
Illustrazione: Stéphane Manel. La fine della rivalità Senna/Prost. Gran Premio d’Australia 1993.

È la storia di una rivalità leggendaria. Di quelle che hanno fatto vivere la Formula 1™. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, il francese Alain Prost e il brasiliano Ayrton Senna si contendono il titolo di campione del mondo. Prost il professore contro Senna l’impulsivo. Due campioni completamente diversi, protagonisti di numerosi scontri nel corso della loro annosa competizione.

Eppure nutriti da un profondo rispetto reciproco. Nel 1993, sul podio del Gran Premio d’Australia, Senna, che ha appena vinto la corsa, fa salire sul primo gradino anche Prost, ormai campione dal Gran Premio del Portogallo. Il cerchio si è chiuso. Prost appende i guanti al chiodo. Senna morirà in un incidente qualche mese più tardi.

Gran Premio di Francia 1997: Ecclestone offre lo champagne

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La tradizione risale alle origini della Formula 1™. Più esattamente al 1950, quando il leggendario Fangio, che quell’anno vince a Reims il Gran Premio di Francia, si vede offrire come ricompensa una bottiglia di champagne. Negli anni Sessanta i piloti cominciano ad aspergersi con la preziosa bevanda una volta saliti sul podio. Con l’arrivo della legge Evin nel 1991, lo champagne viene però vietato sul podio del

Gran Premio di Francia. Così, a Magny-Cors, nel 1997, non è previsto in scaletta. Su tutte le furie, Bernie Ecclestone, grande uomo d’affari della Formula 1™, invia uno dei suoi assistenti a comprare qualche bottiglia. A sua difesa Ecclestone afferma di avere in suo possesso delle immagini dell’arrivo di una regata velica i cui vincitori tengono in mano una bottiglia di champagne.

Gran Premio di Abu Dhabi 2012: la collera di Räikkönnen

Il podio del Gran Premio di Abu Dhabi 2012 è teatro di una scena singolare. Alle domande dell’ex campione scozzese David Coulthard, Kimi Räikkönnen, visibilmente stizzito per le critiche che gli sono state rivolte, risponde così: «L’ultima volta che ero arrivato primo, mi avevate riempito di insulti perché non avevo sorriso. Forse, non lo farò neanche questa volta». Probabilmente lasciandosi ispirare

dall’amabile finlandese, Sebastian Vettel, piazzatosi terzo quel giorno, pronuncia le poche lettere della parola inglese « f… ». A conclusione dell’incresciosa intervista, Coulthard, visibilmente imbarazzato, dichiara: «Volevo solo ricordare al pubblico che Vettel non si è espresso nella sua lingua madre. Ci scusiamo per la scelta dei termini».

Gran Premio di San Marino 1994: il podio in lutto

henry_the_podiumist_Ayrton Senna, poche ore prima della partenza, 1 maggio 1994 tragico giorno - sutton-images.com
Ayrton Senna, poche ore prima della partenza, 1 maggio 1994 tragico giorno - sutton-images.com

Il primo maggio 1994 è un giorno funesto sul circuito di Imola. Durante le qualifiche, il pilota austriaco Roland Ratzenberger perde la vita in un incidente, ma la corsa viene mantenuta. Al sesto giro della competizione, la vettura di Ayrton Senna esce di pista e si schianta contro il muro. Il pilota austriaco decede qualche ora più tardi. In

queste orribili circostanze, la vittoria di Michael Schumacher non ha più alcun valore. Quando sale sul podio per “festeggiare” il suo primo posto, Schumacher sa che Senna è morto. Sembra stordito dalla notizia e solleva timidamente il braccio. Naturalmente nessuna bottiglia verrà sciabolata quel giorno.

Gran Premio del Canada 1978: festeggiamenti alla birra

henry_the_podiumist_Gilles Villeneuve celebra la sua vittoria con la birra, Canadian Grand Prix, 8 ottobre - sutton-images.com
Gilles Villeneuve celebra la sua vittoria con la birra, Canadian Grand Prix, 8 ottobre - sutton-images.com

Se a Indianapolis la tradizione vuole che il vincitore trangugi una bottiglia di latte, il podio della Formula 1™ è il regno esclusivo dello champagne. Non per Gilles Villeneuve. Esultante per aver vinto il suo primo Gran Premio in casa, a Montréal, il pilota originario del Quebec

gioca la carta del patriottismo. Sul podio, celebra la sua vittoria aspergendo la folla di Labatt, una birra canadese. Il gesto è meno disinteressato di quanto sembri, perché il padre del pilota ha all’epoca un contratto con il marchio Labatt.

Gran Premio del Portogallo 1992: un nascondino improvvisato

henry_the_podiumist_Nigel Mansell celebra la sua vittoria sul podio. Portoghese Grand Prix, Estoril, 27 Settembre 1992 - sutton-images.com
Nigel Mansell celebra la sua vittoria sul podio. Portoghese Grand Prix, Estoril, 27 Settembre 1992 - sutton-images.com

Raramente un podio è stato tanto simile a un cortile per la ricreazione. Esultante per una vittoria da record che, nona nella stessa stagione, lo porta a 108 punti, Nigel Mansell ritorna all’infanzia e dà inizio a una lotta di champagne con Gerhard Berger, secondo classificato, e Ayrton Senna, terzo. I tre corrono da una parte all’altra del podio, si nascondono, si scoprono, si bagnano reciprocamente, poi aspergono tutto ciò che è previsto, più o meno esplicitamente, nel protocollo della Formula1™: organizzatori, dignitari e, naturalmente, le grid girls.


Par Arthur Jeanne

“Non avreste dovuto cambiare canale prima del podio.”